Il terapeuta applica una forza minima — tra i 5 e i 10 grammi — così delicata da non essere percepita come una minaccia esterna dal corpo.
Il sistema fasciale
La fascia è costituita da una guaina di connettivo che riveste tutte le strutture muscolo-scheletriche, si invagina su tutti i visceri ed è in continuità anche con le meningi cerebrali. È dotata di un modesto movimento, di pochi millimetri: una contrattura muscolare o un’aderenza cicatriziale sono due esempi frequenti di restrizione della libertà di movimento delle fasce.
Un tocco sotto la soglia di stimolazione
Se il tocco rimane al di sotto della soglia di stimolazione non viene percepito come invasivo ed evita di scatenare il meccanismo protettivo di contrazione, permettendo al terapeuta di percepire i soli movimenti fisiologici. A causa della continuità anatomica, ascoltando i movimenti della fascia si può viaggiare in qualsiasi parte del corpo: il sistema cranio-sacrale è intimamente connesso con il sistema nervoso, muscolare, vascolare ed endocrino, e la terapia li influenza tutti, compreso il sistema respiratorio e il riequilibrio orto-parasimpatico del sistema nervoso vegetativo.
Il trattamento
Consiste nel rilasciare la restrizione della mobilità: le mani del terapeuta incoraggiano la direzione facilitata del movimento e impediscono il movimento di ritorno. La messa in tensione nella direzione facilitata — come per aprire un chiavistello a pressione, dove per aprire si deve spingere — porta infine a un rilassamento del tessuto.
Origine e campi di applicazione
La tecnica è stata sviluppata in Inghilterra dal dott. John Upledger, medico chirurgo, agopuntore e osteopata, fin dalla prima metà degli anni Settanta; il suo apprendimento è riconosciuto dal Ministero della Salute italiano. Poiché il sistema cranio-sacrale influisce su varie funzioni neurologiche e immunitarie, i campi di applicazione sono molteplici: dai dolori persistenti alla riduzione della mobilità articolare, dalle cefalee ai problemi mandibolari (ATM), dalla ridotta vitalità alle infezioni ricorrenti.